Dopo l’esito infruttuoso dell’incontro di lunedì 21 luglio, la prossima riunione tra Aran e organizzazioni sindacali è stata fissata per il 9 settembre. L’obiettivo è superare l’attuale fase di stallo e provare a concludere una trattativa che si protrae da oltre un anno.
Se non si riuscirà a chiudere l’accordo a settembre, il contratto definitivo rischia di slittare al 2026 — una situazione paradossale, considerando che sono già disponibili le risorse per il successivo contratto 2025-2027, che prevede aumenti medi di circa 150 euro.
Va inoltre ricordato che il contratto precedente è stato firmato il 16 novembre 2022: questo significherebbe avere tre contratti rinnovati nel giro di appena quattro anni, un fatto senza precedenti nella storia del pubblico impiego.
Dal punto di vista economico, la principale novità consiste in un incremento medio lordo mensile intorno ai 141-165 euro. Le cifre esatte possono variare a seconda dell’area professionale (operatori, assistenti, funzionari, elevate professionalità). Una delle novità economiche più significative è l’incorporazione dell’indennità di Comparto nello Stipendio Tabellare.
La proposta chiave sul tavolo riguarda l’integrazione del 30% dell’indennità di comparto nello stipendio tabellare. Questa operazione garantisce vantaggi concreti:
- Maggiore liquidità mensile: Un incremento reale nella busta paga;
- Benefici previdenziali: Effetti positivi sul calcolo della pensione;
- Miglior trattamento di fine rapporto (TFR): Vantaggi non previsti dall’indennità nella sua forma originale.
Sperimentazione della Settimana Lavorativa Corta:
Alcune bozze prevedono la possibilità di sperimentare una settimana lavorativa di quattro giorni, mantenendo comunque le 36 ore settimanali complessive. Questa opzione potrebbe essere limitata a specifici contesti organizzativi.
Nuove Norme su Progressioni Orizzontali e Verticali:
Il contratto dovrebbe introdurre o aggiornare le norme che regolano le progressioni di carriera, sia quelle orizzontali (all’interno della stessa area) che quelle verticali (passaggio ad aree superiori). In alcune ipotesi si è parlato di una proroga delle progressioni verticali fino al 2026 e della creazione di un’area unica per il personale educativo e scolastico.
Il nostro impegno come CISL FP è massimo. Ogni singolo articolo è stato rivisto e revisionato con la massima attenzione per non lasciare nulla di intentato. Stiamo lottando per portare a casa un risultato concreto e soddisfacente dopo un negoziato così lungo e complesso.
Insistere sulla necessità di ulteriori risorse economiche sposta inevitabilmente il confronto su un piano politico. La posizione del Governo, più volte ribadita, è chiara: non sono previsti nuovi stanziamenti per questo rinnovo contrattuale, anche in considerazione del fatto che la legge di bilancio ha già destinato risorse per il triennio 2025-2027.
Fabio Ligonzo | Segretario Aziendale Cisl FP Comune di Taranto












